Trofeo Laigueglia: l’analisi di Michele Bartoli

Michele Bartoli

Michele Bartoli

Dopo Mirko Celestino, anche Michele Bartoli, il grande cacciatore di classiche tra gli anni ’90 e l’inizio secolo, ha raccontato il suo rapporto con il Trofeo Laigueglia. Una corsa che riuscì a fare sua nell’edizione 1997, quando si impose allo sprint davanti ai compagni di fuga Frattini, Casagrande, Zberg, Della Santa, Massi e Celestino (quest’ultimo giunto staccato di 6”, ripreso a meno di un chilometro dal traguardo). Il gruppo degli inseguitori fece segnare un ritardo di 2’49”. http://trofeolaiguegliastory.jimdo.com/1994-2003/1997-bartoli/
«I ricordi per questa corsa mi riportano all’infanzia – racconta Bartoli -. La mia era una famiglia appassionatissima di ciclismo e il Trofeo Laigueglia, essendo la classica di apertura del calendario italiano, rappresentava un appuntamento imperdibile, accompagnato sempre da una lunghissima attesa». «Quando poi ti trovi ad affrontarla da professionista – continua nel suo racconto il vincitore di due Liegi e di due Lombardia -, è chiaro che la vuoi vincere in tutti modi. A me capitò nell’edizione 1997».
«Una corsa caratterizzata da paesaggi suggestivi, con il mare che ti cammina sempre a fianco; quando alla tua destra, quando a sinistra. Se, come spesso succede, ci si imbatte in una giornata primaverile, frequente a metà febbraio sulla Riviera di Ponente, lo spettacolo va al di là della sfida agonistica».
Bartoli concede anche un’analisi tecnica di questa corsa, che il prossimo giovedì 19 febbraio festeggerà l’edizione numero 52: «Quello del Laigueglia, oltre che spettacolare, è un percorso molto impegnativo che però alla fine, non è mai troppo selettivo. Forse perchè si tratta del primo grande appuntamento in Italia. I corridori non conoscono a fondo la loro effettiva condizione e neppure quella degli avversari. Forse ci può stare anche un eccesso di tatticismo. Il percorso però è davvero molto valido, tecnico e impegnativo; dove anche le discese sono molto esigenti e ti impongono di saper guidar bene la bici. Si recupera male lo sforzo della salita, perchè subito dopo ti trovi a che fare con discese dove all’uscita dei tornanti sei sempre costretto a rilanciare. Non c’è mai una pausa. Un percorso che comunque a me piaceva tanto; veramente. D’inverno mi allenavo sempre come un matto e a inizio stagione potevo contare su una condizione eccellente. Proprio per questo, mettevo sempre nel mirino questa gara».
Una gara che il 19 febbraio seguirà sull’ammiraglia della Lampre-Merida. Esperienza analoga a quella vissuta nelle ultime due edizioni. «Sarò sicuramente sulla Riviera delle Palme – confessa l’ex fuoriclasse toscano -. Negli ultimi due anni il Trofeo Laigueglia ha sempre sorriso ai colori del nostro team (Bartoli svolge il ruolo di consulente esterno della formazione blu-fucsia) con le vittorie di Pozzato e di Serpa. Speriamo magari di ottenere un bel tris».
Nel frattempo, l’Amministrazione Comunale di Laigueglia, confrontandosi con lo staff organizzativo del GS Emilia, sta effettuando gli ultimi sopralluoghi; ponendo le opportune valutazioni sui punti più critici di quello che dovrebbe essere il tracciato della corsa. Confidando di annunciare già entro la settimana corrente, quello che sarà il percorso definitivo.

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